Ho la febbre.
Ascolto musica. La mia beloved Annette Peacock, che scopersi grazie a Pasquale (un amico), una Pasqua (festa religiosa) di tanti anni fa.
Il brano è I'm the One.
Di lei ho ancora i dischi che Pasquale mi prestò, e il ricordo inalienabile dell'emozione violenta che la sua musica mi provocò all'ascolto, quella di una speranza improvvisa, inaspettata, lancinante per quanto inconcepibile mi sembrava, togliendomi all'improvviso da quella mezza specie di depressione in cui mi ero arrotolato.
Lo so, parola alla moda, depressione, ma mi sentivo davvero un schifo: brutto, solo, incapace, senza amore.
Praticamente come mi sento oggi, anche se oggi brutto non mi ci sento, lo sono.
Più di allora sicuramente.
Brutto non vuol dire inscopabile, vuol dire trascurato.
Mi trascuro. Non mi curo. Non mi vesto per il piacer mio né degli altri (non è maschile inclusivo, intendo i pischelli...).
Mi copro piuttosto.
Quel che conta è la salute e la ciccia non le fa bene, oltre a nascondermi praticamente l'uccello (mai sentito parlare di nascondimento penico?).
Insomma sono lì che ascolto I'm the One di Annette, su Spotify, quando mi viene la curiosità di guardare quali altre cantanti l'app mi suggerisce.
Ma sono quasi tutti uomini!!!
Donne pochissime, Patty Waters, una interprete anni 60 che non c'entra niente (Annette è cantautrice...)
ed Alice Coltrane, che, sì è la moglie di John.
Comincio ad ascoltare un brano a caso, non a casaccio però. Mi colpisce il nome, il titolo, Oh Allah, ed è subito amore.
Ora il maggior difetto di Spotify è l'inaccuratezza storica.
Gli anni riportati dei dischi non sono quasi mai quelli di uscita ma quelli della ri-uscita del disco come cd.
Così un cd che riunisce due album diversi, Universal Consciousness (1971) e Lord Of Lords (1973), porta la data della re-issue, 2011.
Almeno potrebbero specificare la re-issue, anche perché se si ignora che Alice è morta nel 2007 si potrebbe anche pensare a un disco nuovo.
Oh Allah ha delle sonorità d'avanguardia per l'epoca, ma si capisce che non è un brano del 2011, anche se potrebbe benissimo essere.
Sempre più incuriosito cerco su wikipedia qualche informazione in più e scopro che il suo ultimo album da studio è del 2004.
Mentre scrivo queste note sto ascoltando Translinear Light, la title track dell'album.
Ed ecco che, grazie ad Annette, ho incontrato Alice.
Ascolto musica. La mia beloved Annette Peacock, che scopersi grazie a Pasquale (un amico), una Pasqua (festa religiosa) di tanti anni fa.
Il brano è I'm the One.
Di lei ho ancora i dischi che Pasquale mi prestò, e il ricordo inalienabile dell'emozione violenta che la sua musica mi provocò all'ascolto, quella di una speranza improvvisa, inaspettata, lancinante per quanto inconcepibile mi sembrava, togliendomi all'improvviso da quella mezza specie di depressione in cui mi ero arrotolato.
Lo so, parola alla moda, depressione, ma mi sentivo davvero un schifo: brutto, solo, incapace, senza amore.
Praticamente come mi sento oggi, anche se oggi brutto non mi ci sento, lo sono.
Più di allora sicuramente.
Brutto non vuol dire inscopabile, vuol dire trascurato.
Mi trascuro. Non mi curo. Non mi vesto per il piacer mio né degli altri (non è maschile inclusivo, intendo i pischelli...).
Mi copro piuttosto.
Quel che conta è la salute e la ciccia non le fa bene, oltre a nascondermi praticamente l'uccello (mai sentito parlare di nascondimento penico?).
Insomma sono lì che ascolto I'm the One di Annette, su Spotify, quando mi viene la curiosità di guardare quali altre cantanti l'app mi suggerisce.
Ma sono quasi tutti uomini!!!
Donne pochissime, Patty Waters, una interprete anni 60 che non c'entra niente (Annette è cantautrice...)
ed Alice Coltrane, che, sì è la moglie di John.
Comincio ad ascoltare un brano a caso, non a casaccio però. Mi colpisce il nome, il titolo, Oh Allah, ed è subito amore.
Ora il maggior difetto di Spotify è l'inaccuratezza storica.
Gli anni riportati dei dischi non sono quasi mai quelli di uscita ma quelli della ri-uscita del disco come cd.
Così un cd che riunisce due album diversi, Universal Consciousness (1971) e Lord Of Lords (1973), porta la data della re-issue, 2011.
Almeno potrebbero specificare la re-issue, anche perché se si ignora che Alice è morta nel 2007 si potrebbe anche pensare a un disco nuovo.
Oh Allah ha delle sonorità d'avanguardia per l'epoca, ma si capisce che non è un brano del 2011, anche se potrebbe benissimo essere.
Sempre più incuriosito cerco su wikipedia qualche informazione in più e scopro che il suo ultimo album da studio è del 2004.
Mentre scrivo queste note sto ascoltando Translinear Light, la title track dell'album.
Ed ecco che, grazie ad Annette, ho incontrato Alice.
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