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Grazie ad Annette ho incontrato Alice

Ho la febbre. Ascolto musica. La mia beloved Annette Peacock, che scopersi grazie a Pasquale (un amico), una Pasqua (festa religiosa) di tanti anni fa. Il brano è I'm the One. Di lei ho ancora i dischi che Pasquale mi prestò, e il ricordo inalienabile dell'emozione violenta che la sua musica mi provocò all'ascolto, quella di una speranza improvvisa, inaspettata, lancinante per quanto  inconcepibile mi sembrava, togliendomi all'improvviso da quella mezza specie di depressione in cui mi ero arrotolato. Lo so, parola alla moda, depressione , ma mi sentivo davvero un schifo: brutto, solo, incapace, senza amore. Praticamente come mi sento oggi, anche se oggi brutto non mi ci sento, lo sono. Più di allora sicuramente. Brutto non vuol dire inscopabile, vuol dire trascurato. Mi trascuro. Non mi curo. Non mi vesto per il piacer mio né degli altri (non è maschile inclusivo, intendo i pischelli...). Mi copro piuttosto. Quel che conta è la salute e la ciccia non...
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V'ger

C'è una sequenza in Star Trek the Motion Pictures (Usa, 1979) di Robert Wise, nella quale Spock esplora l'astronave gigantesca che si sta minacciosamente avvicinando alla Terra e scopre che V'ger, questo il suo nome, è una entità vivente e che la sua memoria olografica ha registrato ogni dettaglio del suo viaggio esplorativo nell'universo. Io che non sono un'astronave, anche se sono enorme, non ho queste pretese enciclopediche, ma ho pensato bene di aprire un altro blog nel quale raccontarvi quello che incontro nei miei viaggi, siano essi tra le vie della città eterna dove vivo, siano essi quelli diretti al di fuori di Roma, della Romagna, della Romania va' (grazie Totò), entro e fuori dagli italici confini. Non avrò la pretesa di approfondire ciò che incontrerò, al contrario mi avvarrò del diritto di rimanere se non superficiale almeno alla superficie delle cose cercando di restituire l'emozione che mi ha condotto mi ha sostenuto. Il tutto per incu...